Archivio per roma

Waka Waka a Minzolini: mentre aspettate l ’8 ottobre eccovi il tutorial

Sarà un flashmob? Sarà un sit-in? Sarà quel che sarà, il punto è chiedere le dimissioni di Minzolini dalla carica di direttore del Tg1. L’appuntamento è davanti alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma, alle 11.30 di venerdì 8 ottobre. I ragazzi e le ragazze di Valigia Blu, il gruppo che si batte per la libertà dell’informazione e la dignità dei giornalisti, daranno vita ad una singolare performance: come i celebri All Black neozelandesi, daranno vita ad un potente waka waka. Tale sarà la forza sprigionata che forse il poco imparziale direttore Tg dell’ammiraglia Rai verrà letteralmente spazzato via. Se volete partecipare, eccovi il video tutorial: imparate i passi, e presentatevi carichi all’appuntamento.


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Priests Area. Tenete lontani i vostri bambini

Ieri mattina i turisti in visita al Vaticano sono rimasti di sasso: sparsi qua è là nelle vie che circondano S. Pietro, sono apparsi un centinaio di cartelli stradali in lingua inglese con il messaggio “Attenzione. Area preti. Non lasciate i vostri bambini da soli”. La provocazione è la prima azione firmata dal collettivo artistico BRUTALMAG. Obiettivo dell’azione comunicare ai genitori la massima attenzione ai propri piccoli in un area ad alto rischio pedofilia. I cartelli sono stati successivamente rimossi in mattinata.

Una bella provocazione, eccessiva, intelligente o di cattivo gusto?

Voi che ne pensate?

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Statue imbavagliate a Palermo e Roma

Ieri mattina Palermo e Roma si sono svegliate “imbavagliate”. Da piazza Croci a via Magliocco, da piazza Castelnuovo a piazza Pretoria, le statue del capoluogo siciliano sono state “messe a tacere”, proprio come vorrebbe il ddl ora in esame alla camera. L’iniziativa è del Popolo Viola della città, Sinistra Ecologia e Liberta’ e Resistenza Antimafia. Parallelamente, al Gianicolo a Roma è toccato alle statue ai garibaldini. Meglio zittirli, anche loro: già si stanno rivoltando nella tomba…

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Uno, cento, mille Frozen Flash Mob per l’acqua pubblica

Tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio avevamo visto le prime  “prove generali” della privatizzazione dell’acqua pubblica. Ovunque si erano trasformate le vecchie municipalizzate in società miste pubblico-privato, o addirittura si era già arrivati allo stadio successivo come nei casi di Latina, dove i cittadini sono da anni in rivolta contro la società monopolista Acqualatina, oppure ad Arezzo, dove la multinazionale Lyonnaise des eaux e soci sono di fatto i padroni del vapore da un decennio. Dallo scorso novembre il cosiddetto “decreto Ronchi” ha invece aperto la strada alla definitiva privatizzazione del bene comune per eccellenza, la buona vecchia “acqua del sindaco”. Paralellamente alla raccolta firme ed alle manifestazioni “classiche”  promosse dai comitati sorti in tutta italia per l’abrogazione del decreto, notiamo anche con piacere un “matrimonio” virtuoso; mettete insieme tecniche di guerrilla marketing con lo spontaneismo militante di migliaia di persone, et voilà, ecco a voi i flash mob contro la privatizzazione dell’acqua. Piccole azioni veloci, come ogni buon flash mob che si rispetti, ma con un valore aggiunto simbolico di grande portata. Già a un mese dal decreto ne troviamo uno in emilia, a Guastalla, passando poi per Piazza di Spagna a Roma il 18 marzo, Piombino e Pomigliano d’Arco il 27 e il 30 maggio, l’ultimo è stato a Salerno lo scorso 5 giugno. La battaglia non si ferma: who’s the next?

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