
Cari scimmioni, la situazione è seria. La jungla è sotto attacco. Se la legge passasse con gli emendamenti attuali, potremmo diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista. I blog sarebbero così sottoposti ad obbligo di rettifica entro 48 ore nel caso in cui qualcuno si senta diffamato da un post (in buona o cattiva fede) tanto quanto un organo di stampa normale, ma senza le stesse coperture legali. La spada di Damocle di una sanzione fino a 12.500 euro, oltretutto, significa di fatto dissuadere ogni blogger dall’occuparsi di temi scottanti o controversi. Un forte incentivo all’autocensura, pensato ad hoc per il web. In questo momento decisivo per la libertà dell’informazione è quindi fondamentale reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati in appropriata sede. Molti sono i soggetti che si stanno attivando: da Valigia Blu ad Articolo 21, dal giornalista al blogger anonimo. Quel che possiamo fare da subito è rilanciare la raccolta firme: siamo già a più di 10.000.
L’appello di Valigia Blu si può firmare direttamente on line, sulla pagina Facebook “No Bavaglio alla rete”.
Questo è invece l’appello del giurista Guido Scorza, che sottoscrivo in pieno e vi invito a diffondere.
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