Uno, cento, mille Frozen Flash Mob per l’acqua pubblica

Tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio avevamo visto le prime  “prove generali” della privatizzazione dell’acqua pubblica. Ovunque si erano trasformate le vecchie municipalizzate in società miste pubblico-privato, o addirittura si era già arrivati allo stadio successivo come nei casi di Latina, dove i cittadini sono da anni in rivolta contro la società monopolista Acqualatina, oppure ad Arezzo, dove la multinazionale Lyonnaise des eaux e soci sono di fatto i padroni del vapore da un decennio. Dallo scorso novembre il cosiddetto “decreto Ronchi” ha invece aperto la strada alla definitiva privatizzazione del bene comune per eccellenza, la buona vecchia “acqua del sindaco”. Paralellamente alla raccolta firme ed alle manifestazioni “classiche”  promosse dai comitati sorti in tutta italia per l’abrogazione del decreto, notiamo anche con piacere un “matrimonio” virtuoso; mettete insieme tecniche di guerrilla marketing con lo spontaneismo militante di migliaia di persone, et voilà, ecco a voi i flash mob contro la privatizzazione dell’acqua. Piccole azioni veloci, come ogni buon flash mob che si rispetti, ma con un valore aggiunto simbolico di grande portata. Già a un mese dal decreto ne troviamo uno in emilia, a Guastalla, passando poi per Piazza di Spagna a Roma il 18 marzo, Piombino e Pomigliano d’Arco il 27 e il 30 maggio, l’ultimo è stato a Salerno lo scorso 5 giugno. La battaglia non si ferma: who’s the next?

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