Archive for Flash Mob

Make some noise :) Knowledge Liberation Front

Tra le barricate alzate in Europa ed i movimenti di protesta che agitano il Mediterraneo si è aperto un nuovo fronte: quello del sapere. Qualcuno forse non ci trova niente di nuovo, e se siete tra quanti ritengono la moltiplicazione delle lotte poco funzionale al raggiungimento di risultati politici tangibili (magari preferireste una sola, grande, catartica, manifestazione all’anno, il venticinque aprile o il primo maggio, e poi…”ite, missa est“) troverete poco interessante questo post, forse l’intero blog. Sorry 🙂

Qua nella jungla invece c’è chi pensa di sapere, e addirittura di fare. E’ il caso della mobilitazione del 24,25 e 26 marzo contro le banche e la crisi che hanno innescato lanciata dal KLF, il neonato Knowledge Liberation Front. A Bologna è il collettivo Bartleby ad aver organizzato il lancio dell’iniziativa, e la mobilitazione stessa, che non sono di certo passati inosservati.

Prima sono apparsi dei balloon bianchi da fumetto sui cartelloni pubblicitari della città ad annunciare l’iniziativa (mi ricorda un certo gorilla!) . Poi venerdì si è passati direttamente all’azione con il flash mob nella filiale Unicredit di via Ugo Bassi, con gli attivisti rimasti in mutande. E di seguito altri blitz per via Indipendenza con pane e salame davanti alla filiale dello stesso istituto. Il risultato è stata un’ampia copertura giornalistica della mobilitazione e moltissimi sorrisi.

A chiudere il video dell’irruzione nella jungla della Borsa di Piazza Affari. Meditate candidati e strateghi, meditate.

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Un bacio di massa omosessuale. Davanti al Papa, però…

Sì, sì, avete letto bene.

Domani domenica 7 novembre Benedetto XVI giungerà a Barcellona per la seconda tappa del suo tour spagnolo – oggi è impegnato a “pontificare” a Santiago di Compostela. E’ un viaggio dalle importanti valenze politiche: sono in ballo i rapporti con il governo Zapatero, fortemente laicista. E se da una parte le organizzazioni cattoliche del paese si stanno dando un bel da fare per ottenere grande partecipazione ad ogni chilometro della Papamobile, dall’altra c’è anche chi ha lanciato un guanto di sfida bello robusto: è’ il Queer kissing Flashmob, una contromanifestazione che non passerà certo inosservata. Un bacio di massa omosessuale, proprio in face al Santo Padre.

La loro Fan Page Facebook è stata già cancellata già tre volte senza particolari spiegazioni, ma loro sono ripartiti imperterriti. Hanno aperto un blog (queerkissingflashmob.wordpress.com) e prodotto un video di lancio; ci sono di nuovo più di 3.000 iscritti sulla fan page, e 74 associazioni promotrici: omosessuali, lesbiche, per i diritti civili, laicisti e agnostici.

Non sono ammessi nè cartelloni, nè slogan: solo baci. Una protesta pacifica e altamente simbolica, nel giorno in cui il Papa si appresterà ad inaugurare la famosa Sagrada Familia, l’opera (ancora) incompiuta di Dalì.

A domani, dunque. Staremo a vedere. Voi che ne pensate?

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Waka Waka a Minzolini: mentre aspettate l ‘8 ottobre eccovi il tutorial

Sarà un flashmob? Sarà un sit-in? Sarà quel che sarà, il punto è chiedere le dimissioni di Minzolini dalla carica di direttore del Tg1. L’appuntamento è davanti alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma, alle 11.30 di venerdì 8 ottobre. I ragazzi e le ragazze di Valigia Blu, il gruppo che si batte per la libertà dell’informazione e la dignità dei giornalisti, daranno vita ad una singolare performance: come i celebri All Black neozelandesi, daranno vita ad un potente waka waka. Tale sarà la forza sprigionata che forse il poco imparziale direttore Tg dell’ammiraglia Rai verrà letteralmente spazzato via. Se volete partecipare, eccovi il video tutorial: imparate i passi, e presentatevi carichi all’appuntamento.


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Carrotmob: il boicottaggio al contrario

Sicuramente, almeno una volta avrete partecipato a un boicottaggio. Sarete venuti a conoscenza di un qualche comportamento dannoso o irresponsabile di una qualche azienda, e avrete partecipato a sit-in, aderito a gruppi su Facebook e smesso di comprare questo o quel prodotto. Ora immaginate di usare questa stessa logica, ma al contrario: di mettere la carota (la grana, insomma) di fronte al muso del mulo (l’azienda) in modo da convincerlo a “fare il proprio dovere”. Il tutto senza usare il bastone.

I Carrotmob sono proprio questo: mobilitazioni in positivo che premiano l’azienda o il negozio che fanno scelte più responsabili dal punto di vista ambiantale e sociale. Così hanno iniziato negli Usa gli attivisti di Carrotmob.org: si indice un’asta tra negozi dello stesso tipo di una città – supermercati, ferramenta, ristoranti. L’esercizio che promette di spendere di più per ecologizzarsi (riscaldamento, frigoriferi, etc.) vince la carota. Il giorno prestabilito, una folla di persone radunati attraverso social network come Facebook e Twitter assalta il negozio vincitore per fare i propri normali acquisti, dando modo al gestore di adempiere all’impegno preso con i guadagni extra.

Usare la carota crea così un circolo virtuoso: l’utente/consumatore acquista peso ed è in grado di influenzare le aziende a vantaggio di tutti. Per il commerciante invece si concretizza in entrate immediate e  in un’ottima reputazione che durerà nel tempo. Per di più, lo schema Carrotmob è applicabile alle multinazionali come alla bottega sotto casa, alle questioni ambientali come a quelle sociali, dalle migliori condizioni per le donne in maternità al miglior trattamento economico per i dipendenti.

Tra Usa e paesi del centro-nord europa i carrotmob sono già stati centinaia: chi sarà il primo in Italia?

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Uno, cento, mille Frozen Flash Mob per l’acqua pubblica

Tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio avevamo visto le prime  “prove generali” della privatizzazione dell’acqua pubblica. Ovunque si erano trasformate le vecchie municipalizzate in società miste pubblico-privato, o addirittura si era già arrivati allo stadio successivo come nei casi di Latina, dove i cittadini sono da anni in rivolta contro la società monopolista Acqualatina, oppure ad Arezzo, dove la multinazionale Lyonnaise des eaux e soci sono di fatto i padroni del vapore da un decennio. Dallo scorso novembre il cosiddetto “decreto Ronchi” ha invece aperto la strada alla definitiva privatizzazione del bene comune per eccellenza, la buona vecchia “acqua del sindaco”. Paralellamente alla raccolta firme ed alle manifestazioni “classiche”  promosse dai comitati sorti in tutta italia per l’abrogazione del decreto, notiamo anche con piacere un “matrimonio” virtuoso; mettete insieme tecniche di guerrilla marketing con lo spontaneismo militante di migliaia di persone, et voilà, ecco a voi i flash mob contro la privatizzazione dell’acqua. Piccole azioni veloci, come ogni buon flash mob che si rispetti, ma con un valore aggiunto simbolico di grande portata. Già a un mese dal decreto ne troviamo uno in emilia, a Guastalla, passando poi per Piazza di Spagna a Roma il 18 marzo, Piombino e Pomigliano d’Arco il 27 e il 30 maggio, l’ultimo è stato a Salerno lo scorso 5 giugno. La battaglia non si ferma: who’s the next?

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