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Make some noise :) Knowledge Liberation Front

Tra le barricate alzate in Europa ed i movimenti di protesta che agitano il Mediterraneo si è aperto un nuovo fronte: quello del sapere. Qualcuno forse non ci trova niente di nuovo, e se siete tra quanti ritengono la moltiplicazione delle lotte poco funzionale al raggiungimento di risultati politici tangibili (magari preferireste una sola, grande, catartica, manifestazione all’anno, il venticinque aprile o il primo maggio, e poi…”ite, missa est“) troverete poco interessante questo post, forse l’intero blog. Sorry 🙂

Qua nella jungla invece c’è chi pensa di sapere, e addirittura di fare. E’ il caso della mobilitazione del 24,25 e 26 marzo contro le banche e la crisi che hanno innescato lanciata dal KLF, il neonato Knowledge Liberation Front. A Bologna è il collettivo Bartleby ad aver organizzato il lancio dell’iniziativa, e la mobilitazione stessa, che non sono di certo passati inosservati.

Prima sono apparsi dei balloon bianchi da fumetto sui cartelloni pubblicitari della città ad annunciare l’iniziativa (mi ricorda un certo gorilla!) . Poi venerdì si è passati direttamente all’azione con il flash mob nella filiale Unicredit di via Ugo Bassi, con gli attivisti rimasti in mutande. E di seguito altri blitz per via Indipendenza con pane e salame davanti alla filiale dello stesso istituto. Il risultato è stata un’ampia copertura giornalistica della mobilitazione e moltissimi sorrisi.

A chiudere il video dell’irruzione nella jungla della Borsa di Piazza Affari. Meditate candidati e strateghi, meditate.

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Gheddafi: dar dar, zenga zenga, e… Foggia in A

L’agenda setting dei mezzi di comunicazione di questo marzo 2011 pare dominata dal disastro del terremoto di Fukushima e dalla rivolta in Libia ormai sostenuta da un’operazione militare internazionale.

Del primo disastro abbiamo già parlato qui. E sul rapporto tra lo spettacolo del dolore giapponese e l’abbondanza di immagini sui social network c’è un interessante articolo di Mary Elizabeth Williams. Del dolore dei libici non sappiamo nulla o quasi: sono poche le immagini che ci arrivano dai nostri vicini di casa, quasi tutte successive ed inerenti all’entrata in azione (o dovremmo dire in guerra?) delle potenze occidentali. E così finiamo per essere più partecipi di un dramma lontano come quello giapponese, e giù con dichiarazioni ufficiali, pagine su Facebook, gallerie su Repubblica, etc..

Della Libia insomma abbiamo quasi solo le immagini pubbliche del capo, di Muʿammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī, meglio noto come Muammar Gheddafi. Sono dunque le posture, le parole, i tic del suo discorso alla nazione a costituire la materia prima da cui la jungla estrae contenuto grezzo e lo modella fino a dare forma al proprio messaggio virale. Eccone un paio.

Qui lo Zenga Zenga Remix di Noy Alooshe (israeliano di origine tunisine), che è già un pezzo scaricabile da i-Tunes, con più di 3 milioni di views in 30 giorni e tantissimi commenti..

E poi c’è la spassosissima confessione della fede calcistica del leader, che non sarà passata inosservarta neppure a Torino, dove la Libia vanta una quota societaria della Juventus.

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Non ci sono più gli (antichi) egizi di una volta #2

Per riprendere l’argomento trattato nel precedente post, vorrei solo presentare un paio di esempi calzanti.

Innanzitutto l’attualità: per gli utenti di twitter è tutto sommato semplice tenersi in rapidissimo e costante aggiornamento sulle proteste di Midan El Tahrir (Tahrir Square) – Il Cairo. Purtroppo le ultime notizie non sono incoraggianti (in questo preciso momento è in corso un massacro secondo alcuni testimoni dalla piazza e si cercano dottori proprio via Twitter), ma qui si può capire con che rapidità vengano aggiornati gli utenti, e dunque la reale importanza di questo strumento anche  per la sicurezza dei dimostranti.

E poi uno spunto più celebrativo sempre sulle proteste del Cairo con questo video virale cliccatissimo nel giro di meno di una settimana: The Most AMAZING video on the internet #Egypt #jan25

Tempi duri per chi cerca di conttrollare il flusso di informazioni insomma. Dai voce alla jungla!

The Most AMAZING video on the internet #Egypt #jan25

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Cercasi schiavo. Per stagione estiva

Sarete lì, quest’estate: una sera qualunque, a fare vasche avanti e indietro per la via principale di una località della riviera romagnola. Vi starete chiedendo cosa fare, naturalmente, dove andare stasera. Il gelato vi cola sulle mani, ma non è per questo, che siete basiti. Sono quei cartelli pubblicitari gialli là: sì, avete letto bene, c’è proprio scritto “CERCASI SCHIAVO”. Vi avvicinate, è normale, lo fanno tutti, quando vedono quei cartelli. Caratteristiche richieste: disponibilità 12 ore al giorno, no diritti sindacali, no perditempo, paga apparentemente buona, in compenso. Siete ancora più basiti: del resto, il gelato vi è colato fino al gomito.
A molti lavoratori stagionali della riviera romagnola invece, gli è scesa la catena fino alle ginocchia. E stanchi di condizioni di lavoro, per così dire, “creative”, hanno lanciato questa campagna di protesta intelligente e provocatoria. Attivi fin dal 2008, hanno un sito – www.schiavinriviera.it – dove informano ogni stagionale dei propri diritti. Baristi, camerieri, portieri di notte, tutto un esercito di giovani che ogni estate vanno in riviera per lavorare. E che spesso e volentieri si ritrovano a fare i conti con amare sorprese, rispetto alle promesse. Sia in termini di busta paga, che di condizioni di lavoro. Così, anche quest’anno i cartelli gialli son tornati, portandosi dietro il solito strascico di polemiche. Non piacciono a molti politici locali, che hanno definito “eccessivi” i toni della provocazione. Esagerati, forse. Ma evidentemente, colgono nel segno. Se le istituzioni latitano, la jungla si organizza.

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La jungla del Vesuvio c’è

E’ con lo stupore con cui il gorilla mangia la sua prima banana che mi accingo a presentarvi le foto arrivate da Napoli. Trattasi evidentemente di un artefice particolarmente dotato dalle migliori virtù partenopee (grazie scimmietta! :)), ovvero ironia e strafottenza. Che ne dite?

DAI VOCE ALLA JUNGLA!

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Bologna, NEW PICS dalla jungla!

Dalla jungla arrivano le prime segnalazioni: voci incontrollate, rumors ci indicano una partecipazione incoraggiante, almeno per un gorilla come me. Qualcuno ha completato alcuni balloon ed un “fotografo” (grazie Toki ;)) ci ha inviato la sua testimonianza. Qualche scimmia scende dagli alberi, altre preferiscono sbucciare l’ennesima banana davanti alla TV: è giusto farsi un’opinione, ma non è l’opinionista che mi interessa. Nella jungla le blatte fanno “opinion leadership”, le pulci “ghost writing”… e le scimmie Bonobo… beh, quelle svergognate con il talento che hanno, faranno carriera politica. Intanto gustatevi ‘ste foto!

DAI VOCE ALLA JUNGLA!

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Here they come, here they come, here they…

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