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Dai Voce alla Jungla: Magilla Sindaco di Bologna

Banane mature per la mia candidatura a sindaco di Bologna! La jungla è stanca e distaccata, delusa e addormentata, la campagna elettorale per le amministrative 2011 è triste, la propaganda dei candidati poco coinvolgente, perciò “ho deciso di scendere in campo con il mio nuovo Movimento“, per risvegliare le voci di cittadini e candidati e sollecitarli ad utilizzare la parola, con ogni mezzo (di comunicazione) necessario.

Crescendo nella jungla ho imparato a sopravvivere usando l‘intelligenza e la sensibilità anziché la forza. Ho imparato a vivere in armonia con la mia comunità, a proteggere la mia famiglia, a lottare per arrivare alla fine della giornata con poche banane, a coltivare ogni giorno il proprio piccolo angolo di giardino per l’intima soddisfazione di vederlo fiorire. Soprattutto ho imparato a interpretare ed usare tutti i linguaggi degli abitanti della jungla, ed una buona regola: “comunicare” bene è solo il primo passo per “fare” bene.

Per farlo, per parlare a tutti gli abitanti della jungla ho pubblicato lo spot elettorale sul mio canale YouTube.

Ho deciso di accompagnare alla comunicazione sul web, una campagna di subvertising sul territorio che gioca con le affissioni degli altri candidati. Questa notte infatti, i miei amici gorilla hanno dato prova della loro creatività parodiando i messaggi poco coinvolgenti scritti dagli altri candidati. Qui potete trovare tutte le foto dell’attività.

Dai Voce alla Jungla! Vota Magilla!


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Intervista a Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana

L’appuntamento con popcorn e banane l’avevamo fissato al 6 aprile: tutti davanti alla TV per il processo dell’anno. E invece no. Rimandato. E allora ne approfittiamo per un’intervista a chi ha confezionato, oltre al celebre Inception Berlusconi, anche l’ultimo trailer del processo Ruby – Berlusconi. Pubblico l’intervista con un certo ritardo, di cui mi scuso, che nasconde un periodo di preparazione e lancio di imminenti progetti che vedranno la luce la prossima settimana. Non vi anticipo nulla e nel frattempo lascio la parola a Giuseppe e Giancarlo. Inoltre in fondo trovate la loro video intervista a Bresciattiva e quella a BonsaiTV. E mi raccomando di visitare il canale YouTube che sta seminando video virali sulla rete.

Ciao Giuseppe, molto piacere! Vuoi presentare te ed il tuo socio Giancarlo?

Ci chiamiamo Giuseppe G. Stasi e Giancarlo Fontana, siamo laureati rispettivamente in Comunicazione e discipline dello spettacolo e da alcuni anni collaboriamo assieme nella scrittura e nella realizzazione di cortometraggi. Io (Giuseppe) mi occupo prettamente della fase di scrittura, Giancarlo dell’editing (montaggio, mixaggio, color correction e after effects). Curiamo assieme la regia (tecnica e attoriale), riuscendo a conciliare alla perfezione i nostri background culturali, cinematografici e umani.

Ok per “l’english background”. Quanto al “retroterra lucano”? Vivere e lavorare a Matera come ha influenzato il vostro lavoro di videomakers?

Giancarlo ha appreso i rudimenti della regia e dell’editing su un piano assolutamente pratico, facendosi le ossa nella fucina di Blu Video – Matera (una società di produzione audiovisiva, responsabile di importanti collaborazioni, tra cui quella con il film di Mel Gibson, The Passion). Io ho perfezionando le mie capacità attraverso la scrittura creativa e lo studio teorico del cinema, approdando pian piano al lavoro sul campo, e mettendo in piedi un fruttuosa collaborazione con Giancarlo e Blu Video.

Il canale YouTube di Giancarlo ha evidentemente raggiunto una certa visibilità con l’uscita di Inception Berlusconi. Cosa puoi dirci di questa esperienza? Aneddoti?

Beh, gli aneddoti sono numerosi… dalle continue, martellanti proposte di lavoro non retribuito, alla nostra incredulità dinanzi a telefonate di persone collegate a testate quali L’Espresso, Il Fatto Quotidiano.E ancora: i collegamenti via Skype con numerose città d’italia da cui venivano richieste interviste, dichiarazioni… fino ad arrivare alla proposta in assoluto più fruttuosa: una collaborazione con l’Associazione Culturale Storia e Memoria nella realizzazione del programma televisivo Buon Compleanno Italia, trasmesso su SkyUno in occasione dell’Anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Corpo di mille banane! Pure SkyUno? Sono felice di sapere che dopo il web avete lavorato sulla TV! Quanto è importante per voi il coinvolgimento degli utenti del web? Un viral video come il vostro oltre a raggiungere molte views, stimola commenti e partecipazione.

Beh, fondamentalmente è quello il nucleo di tutta questa visibilità. Creando una grande attesa presso i nostri contatti Facebook con frasi che alludevano all’imminente uscita del video ha senza dubbio agevolato una rapida diffusione (e condivisione) dei nostri lavori… che comunque non sarebbe stata tale se gli utenti, al di là dell’attesa creata, non vi avessero riscontrato un forte motivo di interesse.

Gli utenti trovano “significativo” il vostro messaggio e la viralità è una conseguenza (a volte anche incontrollabile) di questo presupposto necessario. Quando Repubblica pubblica un vostro video, vi chiede il permesso? Qual’è la vostra policy nei confronti del copyright?

Repubblica non ci ha chiesto il permesso, in quanto il video non è in tutto e per tutto un’opera nostra, visto che si compone di immagini di repertorio e di un commento sonoro non originale. La nostra policy è, per così dire, in via di definizione, visto che stiamo mettendo rapidamente su un team di lavoro che ci consentirà ben presto di realizzare opere originali in tutto e per tutto.

Tranquillo, anche qui nella jungla al copyright preferiamo altri argomenti. Ecco parliamo d’altro. Vuoi darci qualche anticipazione sui vostri progetti futuri?

Beh, al momento si stanno presentando sempre con più frequenza delle importanti occasioni di lavoro… Diciamo che siamo in una fase di cernita: scegliamo con cura, anche nel rispetto di una logica che ci permetta in futuro di fare un salto di qualità.

Bene, e fra questi progetti ce n’è forse uno in particolare a cui vorreste invitare gli utenti del web?

Ce n’è uno. Ne abbiamo iniziato a parlare qualche giorno fa… Un esperimento… Ma non è ancora ben definito.

Grazie allora. Il 6 aprile è passato ma i processi al nostro primo ministro sono materiale da saga: spero di risentirvi presto! Dai voce alla Jungla, e in bocca al lupo!

Video intervista a Bresciattiva:

Video intervista a BonsaiTV:

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Un trailer per scoprire cosa ci aspetta il 6 aprile

A volte capita che siano le province più remote a sfornare fenomeni virali: da quando è arrivato l’adsl anche qui nella jungla, la “lontananza” è più una dimensione mediatica che fisica. Quanto siete distanti dalla Basilicata? Sto parlando di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, due videomaker di Matera che da qualche tempo hanno deciso di utilizzare un YouTube come piattaforma per diffondere i propri messaggi. Gustatevi l’ultima uscita:

Il taglio ironico dei loro prodotti ben si adatta al format del trailer, con tutta la retorica che l’accompagna (titoloni, montaggio incalzante, tono perentorio, citazioni della critica, etc..) come è successo con Inception Berlusconi che ha superato le 800.000 views.  Del resto hanno lavorato anche su prodotti più istituzionali, come in occasione dello spot Italiani! sull’Unità d’Italia. Il 28 marzo è stato poi il turno dello stupendo trailer del Processo Ruby Berlusconi: dopo questo trailer i 36 giorni che ci separano dal 6 aprile ci sembreranno un’eternità. Tenete d’occhio le views di questo video (per ora 60.000 ma cresceranno) e soprattutto il loro canale Youtube: sono sicuro che abbiano ancora parecchie banane da estrarre dal cilindro.

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Gheddafi: dar dar, zenga zenga, e… Foggia in A

L’agenda setting dei mezzi di comunicazione di questo marzo 2011 pare dominata dal disastro del terremoto di Fukushima e dalla rivolta in Libia ormai sostenuta da un’operazione militare internazionale.

Del primo disastro abbiamo già parlato qui. E sul rapporto tra lo spettacolo del dolore giapponese e l’abbondanza di immagini sui social network c’è un interessante articolo di Mary Elizabeth Williams. Del dolore dei libici non sappiamo nulla o quasi: sono poche le immagini che ci arrivano dai nostri vicini di casa, quasi tutte successive ed inerenti all’entrata in azione (o dovremmo dire in guerra?) delle potenze occidentali. E così finiamo per essere più partecipi di un dramma lontano come quello giapponese, e giù con dichiarazioni ufficiali, pagine su Facebook, gallerie su Repubblica, etc..

Della Libia insomma abbiamo quasi solo le immagini pubbliche del capo, di Muʿammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī, meglio noto come Muammar Gheddafi. Sono dunque le posture, le parole, i tic del suo discorso alla nazione a costituire la materia prima da cui la jungla estrae contenuto grezzo e lo modella fino a dare forma al proprio messaggio virale. Eccone un paio.

Qui lo Zenga Zenga Remix di Noy Alooshe (israeliano di origine tunisine), che è già un pezzo scaricabile da i-Tunes, con più di 3 milioni di views in 30 giorni e tantissimi commenti..

E poi c’è la spassosissima confessione della fede calcistica del leader, che non sarà passata inosservarta neppure a Torino, dove la Libia vanta una quota societaria della Juventus.

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Spot per il Forum Nucleare Italiano: un successo?

La campagna per il Forum sul Nucleare Italiano è andata on-air sui principali network televisivi italiani per diverse settimane e ha creato un certo dibattito sulla rete (anche se non sul forum stesso, obiettivo presunto di questa campagna). Se non avete ancora visto lo spot, eccolo qua:

Per un’analisi semiotica accurata e partecipata dello spot rimando all’interessante post di Giovanna Cosenza su Disambiguando: il colore dei pezzi sulla scacchiera, il tono dei giocatori, la chiusura sui due alterego… sono tutti elementi che sembrano dare allo spettatore l’esperienza angosciante di una scelta di campo univoca. E’ poi del 2 febbraio la news dell’AGI secondo cui Chicco Testa, il presidente dell’associazione che promuove il forum, ha definito lo spot un grande successo. Ecco qualche dato:
+ 373mila visite al sito internet forumnucleare.it, con picchi di 30mila presenze al giorno e oltre un milione e 143mila pagine viste
+ piu’ di 17mila commenti pubblicati sul blog
+ quasi 132mila visualizzazioni dello spot su Youtube
+ numerosi articoli pubblicati su tutti i principali quotidiani e settimanali

Apparentemente numeri di tutto rispetto. Ma prima di volgere il nostro sguardo altrove non farebbe male cliccare il tastino delle statistiche del video su YouTube e farsi un’idea più accurata di “chi” e “perchè” ha cliccato il video. E si scopre che il post che ha generato più visite, di Italiani Imbecilli, è tutt’altro che accondiscendente con lo spot in questione (tanto da minacciare una denuncia all’AntiTrust per pubblicità ingannevole), e che circa 50.000 delle oltre 130.000 views sono arrivate tramite un annuncio (dunque spazi pubblicitari). Ovviamente i commenti al video sono disattivati: e dire che lo spot dovrebbe incoraggiare ad esprimersi liberamente sul nucleare! Sulla reale possibilità di farlo sul Forum infatti si addensano i dubbi di parecchi utenti, che avanzano l’ipotesi secondo cui il forum sia solo un’operazione di facciata per costruire consenso attorno al progetto. Cui prodest? Date un’occhiata a questo video e fatevene un’idea da soli:

E’ insomma in un clima di comunicazione tutt’altro che trasparente e disteso che è maturato il consenso/dissenso attorno al progetto sul nucleare in Italia. Mi pare significativo dal momento che, come da più parti osservato, il compito di una tale campagna avrebbe dovuto essere quello di tranquillizzare i cittadini, e non di indurli a schierarsi. Se poi fosse stato solo un nobile progetto di “ascolto” delle conversazioni sul nucleare, perchè censurare i commenti critici sul Forum? Perchè disattivare i commenti sul video su YouTube? La credibilità delle strategia di comunicazione multicanale si sbriciola davanti a questi errori: il target dello spot e quello del forum coincidono? E quale opinione si sono fatti del problema?

Infine a suggellare il “successo” della campagna un’antologia dei subvertising, degli spoof  e degli appelli più virali sul nucleare, che insieme battono (e non di poco) le visualizzazioni del più blasonato spot originale uscendo a testa alta proprio dalla sfida più importante: la costruzione di (con)senso. In particolar modo il viral di GreenPeace (in fondo). La jungla rumoreggia.

203 – Nucleare: lo spot paraculo…(Chicco Testa ripigliati, lo sdoppiato sei tu!)

Campagna TV Forum Nucleare Italiano

Un’alternativa al nucleare!

scacco matto al nucleare!

Nucleare – Il problema senza la soluzione

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Non ci sono più gli (antichi) egizi di una volta #2

Per riprendere l’argomento trattato nel precedente post, vorrei solo presentare un paio di esempi calzanti.

Innanzitutto l’attualità: per gli utenti di twitter è tutto sommato semplice tenersi in rapidissimo e costante aggiornamento sulle proteste di Midan El Tahrir (Tahrir Square) – Il Cairo. Purtroppo le ultime notizie non sono incoraggianti (in questo preciso momento è in corso un massacro secondo alcuni testimoni dalla piazza e si cercano dottori proprio via Twitter), ma qui si può capire con che rapidità vengano aggiornati gli utenti, e dunque la reale importanza di questo strumento anche  per la sicurezza dei dimostranti.

E poi uno spunto più celebrativo sempre sulle proteste del Cairo con questo video virale cliccatissimo nel giro di meno di una settimana: The Most AMAZING video on the internet #Egypt #jan25

Tempi duri per chi cerca di conttrollare il flusso di informazioni insomma. Dai voce alla jungla!

The Most AMAZING video on the internet #Egypt #jan25

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Non ci sono più gli (antichi) egizi di una volta #1


E’ un altro di quegli argomenti ai quali non ci si può sottrarre, vuoi per l’attualità, vuoi per la vicinanza geografica, vuoi per il mix originale di nuovi e vecchi media: in ogni caso il movimento di protesta che ha attraversato Algeria, Tunisia ed ora l’Egitto sembra sospeso in un tempo che non ci appartiene e che facciamo fatica a decifrare.

Sono paesi dove l’accesso ai mezzi di comunicazione è limitato prima dall’alfabetizzazione (dunque dal reddito) e poi dalle leggi tutt’altro che liberali, ma ciò non ha impedito ai primi manifestanti di radunarsi grazie soprattutto a Facebook e Twitter. Se la rivoluzione iraniana del ’79 procedeva a colpi di “small media” (audiocassette, volantini… mica RadioAlice), i “moderni egiziani” non sembrerebbero in grado di produrre molto altro che fogli A4 o lembi di cartone scritti a mano, salvo poi essere capaci di darsi appuntamento in 2 milioni di persone grazie anche alle nuove tecnologie. Come la stampa, la radio e la tv anche i social media stanno diventando uno strumento per mobilitare le persone e promuovere una cambiamento politico.

Questo post è perciò dedicato a tutte le donne e a tutti gli uomini del Nord Africa che in questi giorni sono al lavoro per migliorare il proprio paese. Soprattutto è dedicato a questa donna ed alla sua “intervista perfetta” che sta facendo il giro del mondo. Su una piazza Tahir gremita di uomini che esibiscono davanti alla telecamera cartelli in arabo e sorvolata dagli elicotteri, una donna rilascia liberamente un’intervista in un inglese carico di orgoglio, speranza e dignità. E la jungla ha qualcosa di nuovo da imparare.

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