Posts tagged Twitter

Il Giappone, Greenpeace, Facebook, Twitter..

Oggi si parla del Giappone e del sisma devastante che lo ha colpito, ma senza farlo vedere, perchè sarebbe troppo facile. Si parla di Giappone e di Italia, perchè prima che il cinismo da una parte e la comunicazione narcotizzante dall’altra vizino l’aria della jungla, sarebbe bene mettere un paio di punti.

Il primo è che mentre scrivo pare che il reattore #1 della centrale di Fukushima sia completamente esposto, mentre il reattore #2 continua a registrare malfunzionamenti all’impianto di raffreddamento. Il rischio, manco a dirlo, è quello di una fusione del nucleo, un’eventualità che nessuno per ora sembra preparato ad attendere. Magilla non è esattamente imparziale, ma ci si può fare la propria idea sulla situazione consultando i tweets in continuo aggiornamento qui. Da noi la jungla sembra tacere, ma il dibattito sulle energie alternative in compenso è molto attivo sui social network: basti pensare al video, ed alla pagina Facebook aperta da tempo da Greenpeace, che si oppongono alle scelte energetiche del colosso guidato da Marc Zuckerberg (orientate verso il carbone prima ancora che “al nucleare”). La situazione del Giappone, nella sua disperata drammaticità, rappresenta insomma una parte di un problema ben più complesso (a cui a titolo d’esempio, la Germania risponde con un programma che la porterà entro il 2050 a procurarsi l’80% del proprio fabbisogno energetico tramite energie rinnovabili).

Il secondo, appunto, è che Magilla non è imparziale. Non lo sono neppure i milioni di euro piovuti sul sostegno al nucleare in Italia: della campagna di comunicazione del forum sul nucleare se ne è già parlato in questo post e su Disambiguando.  Al di là delle tesi di Chicco Testa & Co. resta un dubbio: perchè non aprire ora un serio discorso sul nucleare? Se si teme che, a causa degli incidenti in Giappone, un “effetto Chernobyl” distorca il dibattito pubblico, non sarebbe il momento opportuno per lanciare un’operazione trasparente di informazione scientifica. O dovremmo forse pensare che il Forum sul Nucleare ha paura della jungla?

Leave a comment »

Non ci sono più gli (antichi) egizi di una volta #2

Per riprendere l’argomento trattato nel precedente post, vorrei solo presentare un paio di esempi calzanti.

Innanzitutto l’attualità: per gli utenti di twitter è tutto sommato semplice tenersi in rapidissimo e costante aggiornamento sulle proteste di Midan El Tahrir (Tahrir Square) – Il Cairo. Purtroppo le ultime notizie non sono incoraggianti (in questo preciso momento è in corso un massacro secondo alcuni testimoni dalla piazza e si cercano dottori proprio via Twitter), ma qui si può capire con che rapidità vengano aggiornati gli utenti, e dunque la reale importanza di questo strumento anche  per la sicurezza dei dimostranti.

E poi uno spunto più celebrativo sempre sulle proteste del Cairo con questo video virale cliccatissimo nel giro di meno di una settimana: The Most AMAZING video on the internet #Egypt #jan25

Tempi duri per chi cerca di conttrollare il flusso di informazioni insomma. Dai voce alla jungla!

The Most AMAZING video on the internet #Egypt #jan25

Comments (1) »

Non ci sono più gli (antichi) egizi di una volta #1


E’ un altro di quegli argomenti ai quali non ci si può sottrarre, vuoi per l’attualità, vuoi per la vicinanza geografica, vuoi per il mix originale di nuovi e vecchi media: in ogni caso il movimento di protesta che ha attraversato Algeria, Tunisia ed ora l’Egitto sembra sospeso in un tempo che non ci appartiene e che facciamo fatica a decifrare.

Sono paesi dove l’accesso ai mezzi di comunicazione è limitato prima dall’alfabetizzazione (dunque dal reddito) e poi dalle leggi tutt’altro che liberali, ma ciò non ha impedito ai primi manifestanti di radunarsi grazie soprattutto a Facebook e Twitter. Se la rivoluzione iraniana del ’79 procedeva a colpi di “small media” (audiocassette, volantini… mica RadioAlice), i “moderni egiziani” non sembrerebbero in grado di produrre molto altro che fogli A4 o lembi di cartone scritti a mano, salvo poi essere capaci di darsi appuntamento in 2 milioni di persone grazie anche alle nuove tecnologie. Come la stampa, la radio e la tv anche i social media stanno diventando uno strumento per mobilitare le persone e promuovere una cambiamento politico.

Questo post è perciò dedicato a tutte le donne e a tutti gli uomini del Nord Africa che in questi giorni sono al lavoro per migliorare il proprio paese. Soprattutto è dedicato a questa donna ed alla sua “intervista perfetta” che sta facendo il giro del mondo. Su una piazza Tahir gremita di uomini che esibiscono davanti alla telecamera cartelli in arabo e sorvolata dagli elicotteri, una donna rilascia liberamente un’intervista in un inglese carico di orgoglio, speranza e dignità. E la jungla ha qualcosa di nuovo da imparare.

Comments (1) »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: